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Dell'esistenza del vitigno Trebbiano in Abruzzo vi è testimonianza sin dal XVI secolo quando Andrea Bacci, nella sua opera "De naturali vinorum historia ..." , segnala la presenza nel Fucino e nell'area Peligna di un vino ottenuto da uve Trebulanum.

Oggi il Trebbiano d'Abruzzo è ottenuto dalle uve dei vitigni Trebbiano d'Abruzzo e/o Trebbiano Toscano con il concorso di altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nel territorio della regione Abruzzo, da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 15%.

Le uve destinate alla produzione del Trebbiano d'Abruzzo vengono ottenute unicamente da vigneti ubicati in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non sia superiore ai 500 metri s.l.m. ed eccezionalmente ai 600 metri per quelli esposti a mezzogiorno.

La resa massima di uva destinata alla vinificazione non deve essere superiore a 140 q.li per ettaro mentre la gradazione alcolica minima al consumo è pari all'11,5 % vol.

Il Trebbiano è un vitigno a germogliamento medio-tardivo così come la maturazione che indicativamente va dal 20 settembre al 10 ottobre.

Esso è coltivato in Abruzzo su oltre 13.000 ettari di cui circa 4.500 iscritti all'albo dai quali si ottiene una produzione di vino Doc superiore ai 190 mila hl/anno.

Per quanto poco considerato tra i vitigni nobili, proprio in Abruzzo ha trovato un ecosistema ideale, ottenendo risultati rilevanti sia con vini giovani di buona piacevolezza sia con vini di straordinaria longevità ottenuti con la fermentazione o con la maturazione in grandi o piccole botti di rovere.

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