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Comunicato stampa
Il Consorzio di Tutela dei Vini d'Abruzzo: uno strumento utile per innalzare la visibilità e il posizionamento competitivo delle Doc regionali
1. Il Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo è stato costituito nel dicembre 2002 ed oggi conta circa 6.000 soci viticoltori e 45 soci vinificatori-imbottigliatori che rappresentano oltre il 60% dell'intera produzione a DOC della regione Abruzzo.
E' la struttura di gran lunga più importante della realtà vitivinicola regionale.
Il ruolo di un Consorzio di Tutela è codificato da tempo dalla legge 164 e successivi decreti attuativi, anche se, come noto, da qualche tempo è intenso il dibattito sul suo ruolo ed è vivace la formulazione di proposte normative per aggiornarne e valorizzarne l'operatività.
2. L'adeguamento di tale fondamentale strumento di organizzazione, coesione e strategia collettiva di un sistema vitivinicolo territoriale è resa necessaria dalle
dinamiche del sistema competitivo e dalle nuove priorità e sfide che esso pone ad una realtà complessa, con notevoli punti di forza ma anche alcuni elementi di criticità, come il sistema vitivinicolo abruzzese.
3. Il Consorzio di Tutela Vini d'Abruzzo, che è consapevole di alcune criticità che caratterizzano la situazione locale (congiunturale squilibrio domanda/offerta, necessità di accelerare i processi di innovazione qualitativa) ma anche della grande forza produttiva, imprenditoriale e territoriale che la sua base associativa può esprimere, ha deciso di affrontare in maniera approfondita e sistematica i problemi del suo sviluppo sia nel breve che nel più lungo termine.
A tale fine ha deciso di mettere in cantiere l'elaborazione di un Piano Strategico di portata pluriennale che ne possa orientare le scelte più significative, corredandolo di un progetto di Promozione e Comunicazione con esso coerente. L'elaborazione, quando completata e condivisa, potrà anche costituire l'oggetto di una presentazione allargata.
Già ora però possiamo anticipare che le linee-guida generali che caratterizzeranno lo sviluppo delle attività del Consorzio si orienteranno verso le seguenti aree:
- la base associativa: assicurando progressivamente l'organizzazione di supporto e servizi e, tenendo conto della presenza rilevante del mondo cooperativo, stimolando le Cantine Sociali a intensificare i rapporti con la base sociale orientandola verso politiche di qualità, di innovazione culturale, di crescita delle capacità gestionali;
- il territorio produttivo: stimolandone maggiormente la conoscenza “fine” attraverso la diffusione di idonee metodologie di ricerca e di trasferimento della innovazione tecnica, conseguendo nel tempo l'obiettivo di valorizzare sempre di più le vocazionalità reali e le potenzialità dei diversi “terroir”;
- il mercato (dal punto di vista della immagine generale dei vini abruzzesi, non certo dal punto di vista commerciale e distributivo che pertiene alle singole imprese): stimolando politiche e di sempre maggior sicurezza sulla provenienza dei prodotti, di crescente visibilità dei nostri “prodotti-territorio” come il Montepulciano d'Abruzzo, di trasparenza e affidabilità delle politiche comunicazionali del Consorzio.
Ma per procedere efficacemente (e per un tempo non breve) secondo tali linee strategiche il Consorzio ritiene importante stimolare una “politica delle alleanze” tra i vari soggetti che lo costituiscono e che esprimono valori, culture, interessi comprensibilmente diversi e relativi a soggetti così articolati come quelli che fanno parte di un grande Consorzio come il nostro (produttori privati, con note punte di eccellenza, cooperative fra cui Cantine Sociali di grandi potenzialità produttive e innovative, trasformatori e commercianti). Due sono infatti i “valori comuni” che possono costituire il cemento unitario fra soggetti esprimenti interessi così diversificati:
- il territorio della produzione vitivinicola abruzzese, da valorizzare sempre più attraverso l'integrazione spinta fra qualità del prodotto, qualità dei “terroir” e qualità dell'ecosistema e dell'ambiente locale
- l'innovazione culturale e imprenditoriale del sistema vitivinicolo abruzzese, da potenziare stimolando anche nuove politiche formative e di sviluppo gestionale e manageriale (mirate anche sulle esigenze del sistema cooperativo).
È con queste sfide “alte” ma anche con questi orientamenti e volontà “forti” che si misura il ruolo e la strategia del Consorzio da non molto in piena attività (ed è quindi evidente che, in questo quadro così articolato, a poco giovano talune notizie allarmistiche sullo stato della viticoltura abruzzese apparse di recente e con singolare frequenza sulla stampa specialistica).
Crediamo in sintesi - che per far riprendere alla vitivinicoltura abruzzese un ruolo di primo piano nel panorama nazionale dopo una fase di stasi congiunturale serva lungimiranza strategica, chiarezza e un certo livello di condivisione degli obiettivi e anche una “dialettica interna” vivace ma mirata al comune sviluppo di un più elevato posizionamento competitivo generale dell'intera vitivinicoltura abruzzese.
Consorzio di Tutela dei Vini d'Abruzzo